giovedì 16 marzo 2017

Cous Cous a 4 mani

Tempo fa vi avevo già proposto la ricetta per fare un buonissimo cous cous, ma fidatevi questa volta CI siamo superati. Parlo al plurale perchè marito questa volta oltre ad aver fatto esplicita richiesta di quello che voleva per cena ha anche collaborato alla realizzazione, forse per questo che era così buono...
Nella ricetta troverete anche il curry, noi l'abbiamo messo perchè non era la cena dei bimbi, ma se lo togliete non cambia nulla!

E sulla pagina FB trovate anche la video ricetta...! non perdertela!!!


2 bicchieri di cous cous
2 bicchieri di acqua calda/bollente (*)
200 gr di petto di pollo tagliato a cubetti
1 zucchina
1 carota
10 pomodorini (più o meno)
Brodo (io ho usato un dado)
Pan grattato
Curry (facoltativo)
Curcuma (facoltativo)
Cipolla
Olio di semi       

In un recipiente mischiate il pollo, il pan grattato con il curry e la curcuma e un pizzico di sale. Mettete da parte.
Tagliate a tocchetti tutte le verdure.
In una pentola antiaderente abbastanza ampia mettete la cipolla tagliata sottile e l’olio di semi, fate leggermente dorare.
Aggiungete il pollo e fatelo rosolare, sfumate con un po’ di acqua calda.
A questo punto aggiungete tutte le verdure e un po’ di brodo (o più semplicemente un dado e dell’acqua calda), mescolate, coprite e lasciate cuocere a fuoco lento.
Dopo 15 minuti circa (anche meno se le verdure sono tagliate piccole) dovrebbe essere pronto. Spegnete il fuoco e tenete da parte.
In una capiente ciotola versate due bicchieri di cous cous e due bicchieri di acqua leggermente salata e bollente.
Coprite con della pellicola o un coperchio e aspettate 5 minuti. Passato questo tempo sgranate il cous cous con una forchetta.
Allestite il piatto: da una parte la carne e la verdura, dall’altra il cous cous, se preferite potete mescolare tutto insieme e poi impiattare.


(*) Le proporzioni cous cous/acqua devono essere sempre uguali (1 bicchiere di semola + 1 bicchiere di acqua).

Per noi abbiamo fatto 2 bicchieri di cous cous + 2 bicchieri di acqua (e abbiamo mangiato piatti mooolto abbondanti).




lunedì 27 febbraio 2017

La pasta con le cime di Mario

Qualche post fa parlavo delle chat di whatsapp con le mamme dell’asilo..ma ancora non avevo avuto il piacere di assaporare il brivido delle chat con i vecchi/vecchissimi amici, quelli che conosci quando ancora andavano di moda le scarpe a punta e ti potevi permettere le magliette che scoprivano la pancia (praticamente la preistoria..)
Chat che vanno avanti anche di notte e ti svegli la mattina e trovi circa 84 messaggi da leggere.
E oltre i millemila messaggi trovi anche foto allegate.
La mia preferita è questa: 


Quindi oggi vi lascio la ricetta della mia pasta preferita..!!!

1 kg di cime di rapa
Spaghetti
Aglio
Olio
Peperoncino (o pepe)


Pulite le verdura eliminando le parte dura e conservando tutte le foglie e i fiori. Lavatela bene con l’acqua corrente.
Portate a bollore l’acqua, salatela e versateci la verdura, facendola cuocere fino a che non diventa morbida.
Togliete la verdura dall’acqua con un mestolo forate e tenete da parte.
Nella stessa acqua buttate la pasta.
Intanto preparate un pentolino con l’olio, l’aglio e se vi piace il peperoncino.
Quando la pasta è quasi cotta accendete l’olio e fatelo rosolare (non troppo se no poi l’aglio brucia e assume un cattivo sapore).
Scolate la pasta, versatela in una scodella ampia, aggiungete la verdura e l’olio caldo.
Mescolate bene e servite caldo!
La versione del buon padre di famiglia (che si porta avanti per il pranzo del giorno successivo) prevede di versare la pasta in una pirofila, e tenerla da parte per il giorno dopo. Quando la scaldate aggiungete un filo di olio (e se vi piace) di pepe.

#pugliaforever

mercoledì 15 febbraio 2017

Spaghetti cinesi (a modo mio)

Per chi come noi, riesce a sopravvivere la sera anche grazie al santo take away ecco una ricettina veloce veloce rubata al re del take away: il ristorante cinese.
Ho un po’ adattato la ricetta in modo che fosse gradita e commestibile anche a bimbi e devo dire che ha funzionato…risultato: piatti puliti!!!


Spaghetti di riso (o di soia se li preferite) 250 gr.
1 fettina di vitello
1 zucchina
2 uova
1 manciata di funghi
Sale q.b.
Salsa di soia (a piacere)

Preparate tutti gli ingredienti:
Tagliate la fettina di vitello a strisce sottilissime (io ho usato le forbici da cucina per non impazzire con il coltello), le zucchine a quadretti e in una piccola padella cuocete una frittata semplice con le due uova precedentemente sbattute.
Scaldate un filo di olio in una pentola antiaderente o in una wok e quando sarà leggermente caldo fate rosolare la carne, aggiungete le zucchine e i funghi e cuocete prima a fuoco vivace e poi abbassate la fiamma in modo da creare un po’ di “sughetto”.
In una pentola portate e bollore l’acqua, salatela e cuocete gli spaghetti per 3 minuti, scolateli e sciacquateli sotto l’acqua fredda.
Fate saltare gli spaghetti con il condimento aggiungendo la frittata (tagliata a striscioline) e condendo con la salsa di soia.
E buona cena!!!



  

giovedì 26 gennaio 2017

L'asilo ai tempi di Whatsapp

A settembre sono stata nominata a furor di popolo (con 8 preferenze su 8 votanti) capoclasse dell’asilo per la classe del mio piccolino.
Mi sono candidata, non perché ci credevo profondamente, ma perché non c’erano altre candidate e conoscendo le maestre da tempo non volevo che si trovassero in una situazione “scomoda”.
Quando una mamma viene eletta capoclasse DEVE aprire una gruppo su whatsapp, altrimenti parte con il piede sbagliato.
Ecco, io l’ho fatto e ci sono giorni in cui mi pento amaramente sia di essere capoclasse sia di essere amministratore del gruppo.

Più che un gruppo di una classe dell’asilo sembra (in ordine)

Un gruppo di ex alcolisti: aggiungo un po’ alla volta le mamme di cui recupero il numero di telefono e ogni volta il dialogo è questo:

o   “ho aggiunto mamma di xxx, ciaooo!!!”
o   “benvenuta”
o   “ciao”
o   “benvenuta”
o   “ciao”
o   …e così per altre 15 volte

Il reparto pediatrico del Buzzi, dove ci si scambia aggiornamenti sulle condizioni di salute dei propri figli:

o   “si..sono tutti raffreddati”
o   “il mio vomito”
o   “io mio febbre a 37.5”
o   “il mio a 39.1”
o   “il mio solo raffreddore”
o   …ecc. ecc.

E poi (nonostante mancano ancora 5 mesi alla fine dell’anno) si discute con una certa serenità e ci si organizza per i regali alle maestre:

o   “che colore facciamo?”
o   “boh verde, rosso, giallo”
o   “bianco”
o   “come volete voi”
o   “cmq è bellissimo complimenti per l’idea”
o   “si è vero, bellissimo!!”
o   “brava”
o   “bravissima”
o   “troppo brava”
o   E cosi ripetuto in alternanza per 15 volte

Io sono una che usa whatsapp con una certa serenità e disinvoltura e credo sia stata una grandissima invenzione, ma a volte mi metto off line per evitare che la maledetta doppia spunta blu segnali la mia presenza e, sbattendo ripetutamente la testa sulla scrivania dell'ufficio, mi chiedo P E R C H È ????????????
Perché ho creduto che essere capoclasse (dell’asilo poi) fosse facile?
Si accettano candidature per l’anno prossimo!

martedì 24 gennaio 2017

La mangiamo una cosetta leggera...?

Era un pomeriggio di qualche mese fa, eravamo solo io, l’asse da stiro e la tele accesa.
E…devo dir la verità, io guardo la Benedetta Parodi e prendo anche appunti!!! 
Perché sono dell’opinione che lei sia un’adorabile pasticciona e se ci riesce lei possono riuscirci tutti.
E queste cosce di pollo sono la dimostrazione: facilissime e buonissime.


Dosi per 4 persone
8 cosce di pollo
1 litro di latte
Pan grattato
Burro q.b.
Sale q.b.

Lavate la carne e togliete la pelle.
Lasciate le cosce in ammollo nel latte per almeno mezz’ora.
Intanto scaldate il forno a 250 C°.
Togliete la carne dal latte e impanatela nel pan grattato.
Preparate una teglia rivestita di carta forno, mettete un po’ di sale e una noce di burro  sulla carta da forno e appoggiateci sopra la coscia.
Fate così per tutti i pezzi di carne.
Ultimate, mettendo su ogni coscia, ancora un pizzico di sale e una piccola noce di burro.
Infornate per 20/25 minuti fino a completa cottura (le cose dovranno essere dorate e la carne dovrà staccarsi leggermente dall'osso).

*ho provato a non togliere la pelle (perché a me piace tantissimissimo) ma non viene buono nella stessa maniera.
*allo stesso modo ho cotto anche le sovracosce e vengono morbidissime.

Giusto per non farci mancare nulla di contorno preparo la mozzarella in carrozza.
Non so se è la ricetta tradizionale, ma vi assicuro che è semplice e il risultato garantito!

8 fette di pan bauletto/pane bianco
2 uova
100 gr. di mozzarella per pizza (quella a panetto)
Pan grattato q.b.
Sale q.b.
Olio di semi per friggere

Tagliate in quattro parti la fetta di pane e ricopritele con le fette di mozzarella (che dovranno essere grandi come i quadrotti di pane) chiudete con un’altra fettina di pane formando con un micro-panino. Schiacciate bene.
Passate il panino così ottenuto nell’uovo sbattuto, avendo cura di bagnare con l’uovo anche le parti laterali del panino.
Poi passate il tutto nel pan grattato.
Nel frattempo scaldate l’olio.
Immergete i vostri panini/quadrotti nell’olio bollente fino a doratura. Tamponate con della carta da cucina l’olio in eccesso e servite caldi!


lunedì 16 gennaio 2017

Io e i plumcake, una lunga storia d’amore

Nella mia testa c’è sempre l’immagine di una me che la domenica si alza prima di tutti, si fa una bella doccia, riordina la casa e inforna un bel dolce per la colazione, così che quando nani e marito si svegliano trovano qualcosa di buono da mangiare.
Ovviamente questo non avviene. MAI.
I risvegli sono sempre un po’ più traumatici di quelli che mi immagino, però piano piano ci riprendiamo e il dolce che volevamo per colazione lo prepariamo per merenda o per la colazione del giorno dopo!
Per me il dolce da colazione per eccellenza è il plumcake. Ho fatto diversi tentativi (qui e qui) ma forse ho scoperto la ricetta perfetta, che arriva direttamente dal libro di Angela Frenda personalizzata in base agli ingredienti che avevo in casa.
L’unica accortezza: non aprite il forno!


la buccia di 1 limone
150 gr. di farina
100 gr. di zucchero semolato
50 gr. di zucchero a velo
100 gr. burro
2 uova
50 ml di panna
1 bustina di lievito

In una ciotola montate a crema il burro morbido con lo zucchero semolato e lo zucchero a velo, continuando a mescolare aggiungete la farina, i rossi dell’uovo, la panna e il lievito.
Montate a neve i bianchi dell’uovo e aggiungeteli all’impasto avendo cura di mescolare dall’alto al basso per non smontarli.
Mettete in uno stampo da plumcake (circa 20x8 cm) e cuocete in forno caldo a 170° per 40/45 min.

Io ho personalizzato la ricetta aggiungendo 2 cucchiai di farina di nocciole e sostituendo la panna per dolci con panna di soia e un sacco di gocce di cioccolato!

Poi ho aperto il forno a metà cottura…vabbè…voi non fatelo!!!

mercoledì 11 gennaio 2017

Viaggiare o non viaggiare...? Questo è il dilemma...



Rifletto su questo argomento da tempo e non ho trovato ancora riposte.

Io sono una che legge tuuutttiiii ma proprio tutti i blog, o meglio leggo tutti i genere di blog:

- Blog di cucina per prendere spunto o copiare spudoratamente le ricette (e poi di conseguenza rosicare per quanto belli sono certi blog)
- Blog di moda
- Blog di lifestyle
- Blog di arredamento
- Blog di viaggi

Questi ultimi sono quelli che più mi fanno riflettere.
Partiamo dall’inizio, sarò un po’ logorroica ma se arrivate fino in fondo vuol dire che mi volete bene.
Nell’epoca preistorica, quando i miei anni iniziavo ancora per 2… ho fatto qualche viaggetto, nulla di serio, tutto organizzato, ma l’ho fatto. Poi quando abbiamo messo su casa per questioni economiche le escursioni si sono ridotte, ma non mi dispiace affatto perché ho scoperto posti assolutamente low cost ma da perderci gli occhi tanto erano belli.
Poi è arrivata la prima bimba, e mentre il genitore medio dovrebbe stare attento al pargolo appena nato, noi no e lei, alla veneranda età di 10 giorni, era già spaparanzata al mare a prendere il sole.
E così anche negli anni a seguire: inverno montagna, estate mare.
E la stessa cosa si è ripetuta anche con il secondo nano.
Sapevo che c’erano altre terre da esplorare ma non ne abbiamo mai sentita la necessità.
Quindi in una serena e consapevole abitudine scegliamo per l’estate posti dove lo sforzo massimo è quello di arrivare al bar della spiaggia e per l’inverno scegliamo posti che ci permettano di rilassarci senza per forza trovarci nella condizione di fare qualsiasi tipo di sport invernale.
Quest’anno a Natale quando pensavamo cosa regalare ai bimbi io con la mia prontezza ho detto “perché non gli regaliamo un’esperienza… che so: un viaggio!!!”.
Marito mi ha prontamente tarpato le ali convincendomi che i bambini sono felici quando ricevono quello che desiderano tanto o che hanno chiesto a Babbo Natale e pensando a me bambina non ho potuto che condividere.
Poi, leggendo i suddetti blog di viaggi, che parlano di famiglie che visitano città sconosciute, camminano per chilometri con bimbi sereni al fianco, visitano mostre e musei (!!!) non so che sentimento provare.
Non so se sia giusto privare i bimbi di esperienze che li mettano a contatto con altre culture, al contrario non so se sia giusto strapazzarli per fargli vedere città di cui tra qualche anno non ricorderanno il nome o musei con quadri fatti da artisti che studieranno tra dieci anni.
Mi chiedo se rinunciando a viaggiare e vedere posti nuovi privo i miei figli dell’opportunità di fare esperienze preziose per la loro crescita ma, allo stesso modo mi chiedo se abituandoli a frequentare lo stesso posto, le stesse compagnie io riesca a dargli in qualche modo dei punti di riferimento in più rispetto ai classici famiglia/casa/scuola.
Ho le idee molto confuse e diversamente dal solito, scrivere non mi ha aiutato a chiarirle. 

#tuttoaposto