Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post

mercoledì 14 febbraio 2018

Questo folle sentimento...

Lui si lamenta che non parlo (scrivo) mai di lui (cosa non vera tra l’altro) e quindi non posso più esimermi dal farlo.
Sul cellulare quando chiama lui scatta come suoneria “Come nelle favole” di Vasco, una cosa un po’ tamarra lo so, ma riassume perfettamente la linea della nostra relazione. Siamo noi (e credo altre mille milioni di coppie al mondo) ma è bello pensare che siamo unici che siamo solo noi perché per me è così.

Comunque a parte questa sviolinata vorrei ringraziarlo pubblicamente per sopportarmi e supportarmi, per svuotare e riempire tutte le sere la lavastoviglie, per avermi regalato l’asciugatrice, per riuscire a mettere a letto i bambini in un tempo molto minore di quanto non faccia io e perché insieme cerchiamo di rimanere una coppia e non solo dei genitori e soprattutto litighiamo e ridiamo.

martedì 7 giugno 2016

L’effetto che fa un figlio maschio

Prima di avere un bimbo maschio non sai a cosa vai incontro.
Avere un bimbo maschio significa ritrovarsi adolescenti e innamorate della copia in miniatura di quello che fino ad ora era stato l’uomo di casa e l’unico amore della tua vita.
Tralasciando i primi 18 mesi di vita durante i quali non c’è ancora una radicale distinzione tra maschio e femmina, ecco, dopo arriva il bello.
Lui inizierà a riconoscervi come l’unica donna della sua vita (godiamoci il momento) e voi diventerete l’essere femminile più bello del creato, quasi come Peppa Pig!
Quelle manine appiccicose che vi accarezzano i capelli freschi di parrucchiere e quel naso gocciolante sulla vostra maglietta pulita saranno una delle cose più romantiche che possiate ricordare.
Le briciole per terra, le macchie di Nutella sul divano e le puzzette fatte proprio mentre lo state lavando vi faranno sorridere, ma quel sorriso bonario con la testa inclinata e gli occhi dolci, che tradotto significa “come sei bello amore mio, a te potrei perdonare tutto”.
Riuscirete a perdonarlo anche quando la notte vi sveglierà perché non trova il gioco con cui era andato a dormire, ha sete, deve fare pipì..o anche tutte e tre le cose insieme.
Vederlo arrancare con una palla da calcio in mezzo ai piedini cicciottini ve lo farà visualizzare quando bello e adolescente farà i suoi primi gol e ve li dedicherà (attenzione a non sedervi vicino alla fidanzatina di turno, solo così sarete sicuri che quel bacio mandato col dito puntato sarà solo vostro).
E vogliamo parlare di quando lo vedrete, 104 cm di altezza, seduto in macchina con una mano sul volante con la classica postura da guidatore sportivo ma ancora più bello del suo papà?
Questi sono solo alcune delle cose che non vi faranno rimpiangere di non poter comprare completini rosa e pizzosi e ballerine luccicose e sarete fiere di sapere cos’è una bisarca, qual è la differenza tra una gru e un’escavatrice.
Sarà bello imparare a togliere le macchie di erba dai pantaloni e a rattoppare i buchi sulle ginocchia e poi cosa da non sottovalutare imparerete a riconoscere quando la palla è in fuorigioco.
È vero, poi crescono..ma perché pensarci ora?

[n.d.r.]: con questo post mi sono candidata a diventare collaboratrice di un nuovo Fashion Magazine, se non lo conoscete andate a visitare il sito www.only4kidz.itTroverete anche il mio primo articolo. Vi aspettiamo!!!

mercoledì 27 aprile 2016

Questa casa non è uno zoo

Tutto è iniziato con una palla pelosa salvata da un fosso dove era stata abbandonata, chiamata poi Pallina, ma che per tutti adesso è semplicemente Micia. Ci fa compagnia da 10 anni circa nel modo in cui sanno fare compagnia i gatti e forse con qualcosa di più, tante coccole, tante fusa e trascorrendo tutte le notti addormentata sulle nostre gambe.
Poi sono arrivati Nemo e Guizzino, con un acquario più grande di loro, ma visto che secondo la principessa si sentivano soli abbiamo aggiunto Stilla, peccato che Nemo è rimasto traumatizzato e una sera l’abbiamo trovato che galleggiava nel suo bellissimo acquario, così con un degno funerale ha ripreso la via del mare attraverso lo sciacquone del water.
Non contenti dopo lunghe lunghissime valutazioni, dopo aver letto tutto quello che si poteva leggere per informarci ed essere consapevoli di quello che stavamo per fare abbiamo deciso di prendere il cane che volevamo. Abbiamo fissato l’appuntamento con l’allevamento, preso ferie dal lavoro e poi..abbiamo cambiato idea pensando di fare una cavolata. Così è passato qualche mese, è arrivato Natale e mentre io e i bimbi eravamo in montagna il papi è andato allo stesso allevamento e l’ha scelta, la più agitata tra i cuccioli, bianca e marrone e l’ha portata a casa.
Ecco..io l’ho adorata subito, i bimbi decisamente meno..
Avete presente le famiglie del mulino bianco dove il papà arriva con il cucciolo avvolto in una coperta e i bimbi fanno i salti di gioia e abbracciano il cucciolo? Ecco non è andata esattamente così, la prima settimana erano terrorizzati, quasi da farci pensare di riportarla indietro, poi non so cosa è scattato. Sono diventati amici per la pelle. Coccole, giochi, corse nei prati, una meraviglia per gli occhi.
E adesso a distanza di 4 mesi, Lulù è ancora una cucciola di 20 kg, ma loro la trattano come se fosse un chiwawa. E il bello che lei si fa trattare così.
La gatta continua la sua vita da gatta, ovviamente controlla tutto ma non osa avvicinarsi all’amica cane. I pochi incontri che ci sono stati sono terminati con scodinzolamenti canini contro soffiate e code gonfie..ma si sa che tra femmine i rapporti sono sempre più complicati.

dicembre 2015

incontri ravvicinati del 3° tipo
cane che chiede l'elemosina in cucina

martedì 8 marzo 2016

Siamo così...dolcemente complicate...

Non mi piacciono le mimose, non mi piacciono gli spogliarelli, non mi piace che quella dell’8 marzo sia l’unica sera in cui le donne possono divertirsi con le amiche senza essere giudicate.
Non mi piace tutta l’ipocrisia che gira intorno a questa festa, si certo..regali una mimosa ma ti comporti bene il resto dell’anno con le donne che incontri?

Festeggiare una donna non è solo farle gli auguri, regalarle una mimosa, portarla fuori a cena.
Festeggiare una donna significa averne rispetto, amarla come merita di essere amata.
Festeggiare una donna significa ricordarsi ogni giorno di quanto è importante, di quanto tutto sarebbe diverso senza di lei.

A voi uomini: ricordatevi che essere maschilisti fai di voi delle persone veramente piccole e inutili, con la vostra mamma siete maschilisti? Ricordatevi che voi siete usciti da li e che anche lei è una donna.

A noi donne: ricordiamoci di quanto siamo forti e di quanto è bello aiutarci ed essere complici tra di noi. Non mettiamoci i bastoni fra le ruote. 
Insegniamo alle nostre figlie il valore dell’amicizia, del sostegno e della collaborazione tra noi, forse una domani potrebbero trovarsi a lavorare nello stesso ufficio.

Auguri a tutte le donne, anche a quelle che non hanno trovato una persona degna di stare al loro fianco, a quelle per cui si sta cercando ancora la persona che gli ha tolto la vita, a quelle che dedicano il loro tempo alle persone meno fortunate, a quelle che si dimenticano di festeggiare l’8 marzo.


lunedì 16 novembre 2015

Pensieri sparsi

Eravamo appena arrivati nella casetta in montagna venerdì sera, mettiamo a letto i bimbi, coperte fino alle orecchie perché li le stelle sono più vicine e il freddo inizia a sentirsi, accendiamo la tele e scene di un disastro iniziano a scorrerci davanti agli occhi. 
E' successo, ancora, stanno minando la nostra tranquillità, le nostre sicurezze, e in tutto questo un sacco di scenari si aprono davanti ai nostri occhi.
Ma che futuro stiamo garantendo ai nostri figli? Come faranno a essere cittadini del mondo? Dovrebbero essere cittadini di un mondo come questo? Di un mondo dove tutto il rancore accumulato per anni e decenni da popolazioni sopraffatte dal mondo occidentale sta scoppiando come un'enorme bolla di sapone avvelenato? 
Non è questo che voglio, non era questo che pensavo avrebbero vissuto.
Sono arrabbiata, delusa, mi sento prigioniera di un mondo che non ho scelto ne' per loro ne' per me.
Parlo con le persone, leggo i social, internet e tutti dicono non dovete avere paura, se non vivete più la vostra vita fate il loro gioco. Vero verissimo..ma mi chiedo: questa gente ha figli? 
Perché certamente sarebbe bello continuare la mia vita ma ho delle responsabilità adesso. 
Se prima quando prendevo l'aereo al primo vuoto d'aria ridevo, ora quando volo con i bambini al primo vuoto d'aria chiudo gli occhi fortissimo e li abbraccio.
Certo sono ansiosa, mai detto il contrario. Ma adesso il mio compito è proteggere loro e se per farlo devo rinunciare al week end all'estero che stavo organizzando allora lo faccio.
Non è un atteggiamento remissivo è un atteggiamento che credo responsabile.
E' un modo per proteggerli, un modo per non fargli vedere le brutture del mondo, nella speranza che credano ancora che siamo tutti buoni, tutti uguali e tutti fratelli..ancora per un po' fino a quando se non cambieranno le cose, se non cambieremo le cose, purtroppo se ne accorgeranno da soli.

UP to DATE
questo post è stato scritto di getto, l'avrei scritto anche se quello che è successo fosse successo in qualche altra città. Ovvio che quando certe cose succedono dietro casa tua, le senti più vicine, più tue, Questo non significa che la disperazione di un genitore europeo che si è visto ammazzare la figlia possa  essere diversa da quella di un genitore siriano che non sa come proteggere i propri di figli. E' questo che vorrei che capissero i miei bimbi, quando si parla di amore siamo tutti uguali e privare una persona di qualcuno che ama è l'atrocità peggiore che un essere umano possa compiere.
Quando ho iscritto mia figlia alla scuola elementare, alla prima riunione il preside ha definito questi piccolini "cittadini del mondo" e sono d'accordo. E' questo che devono essere, è questo che hanno diritto di essere.

martedì 20 ottobre 2015

Cercando me

Il week end ultimamente scappiamo in montagna, abbiamo preso una casetta in affitto, facciamo le borse con vestiti comodi e caldi e stacchiamo la spina. Ne abbiamo bisogno, ne ho bisogno. Sono periodi in cui la mia testa gira vorticosamente cercando una luce che mi porti fuori da questo caos di pensieri. Ho 36 anni sono nel culmine della mia vita, ho anticipato notevolmente tutte le tappe rispetto ai ragazzi della mia età. Sono uscita di casa prestissimo, lavoro a tempo indeterminato, uomo della mia vita, figlia, figlio, matrimonio ma...a parte queste ultime quattro cose che sono la mia ancora di salvezza, mi trovo a mettere in discussione tutto il resto. Ho un lavoro (che già oggi come oggi é una fortuna) in una posizione comunque di prestigio (e che sicuramente qualcuno mi invidia) ma (e fate attenzione perché c'é un ma..) da qualche tempo dentro di me si é insinuato qualcosa che mi fa vedere con occhi diversi quello che un pensiero razionale non riuscirebbe a distinguere. 
Qualcosa che non vede più nel posto fisso, nel pc aziendale, nella mia scrivania e nei file Excel qualcosa di buono e giusto. Alle volte sento come le catene ai piedi, come se la mia personalità fosse appiattita da queste certezze come se per me ci fosse altro ma qualcosa talmente nascosto che é difficile anche solo intravederlo. Allora penso, immagino, leggo di persone che hanno cambiato vita inseguendo il loro sogno, vorrei avere il loro coraggio e intanto cerco di capire qual'é il mio di sogno, la mia strada. 
Per fortuna in tutto questo pensare ho di fianco un uomo che mi sostiene in tutto quello che faccio e che sogno e che mi sta vicino anche nei peggiori momenti di sconforto e arrabbiatura...perché in realtà l'amore può tutto. L'amore quello vero che parla di condivisione e crescita quello che aiuta ad affrontare i problemi di tutti i giorni, sempre quello che ti fa sognare insieme e  gioire quando quello che si è sognato insieme si avvera e se non si avvera, pazienza..basta abbracciarsi forte e non smettere di sognare.


giovedì 23 luglio 2015

Amore al cubo (3)

Lettera a un 3enne

Ci siamo anche quest'anno. Tu, piccolo nano di casa, diventi più grande di un anno e mi trovo a fare il punto della situazione. Pensare che non lo faccio nemmeno quando faccio gli anni io!!!
Quante cose sono cambiate in questi anni??? non si riescono nemmeno a ricordare, cresci e cambi alla velocità della luce. Vai a dormire la sera e il giorno dopo appena sveglio sfoderi una nuova parola che chissà dove l'hai sentita!
Ormai sei un ometto e se fossi una bimba di 3 anni sicuramente ti vorrei come fidanzato! Sei così bello, così dolce e solare..con quel sorriso furbetto..sarei sicuramente innamorata di te! Ma so già che sarebbe una relazione a senso unico perché lo sappiamo che a te piacciono bionde e formose. 
Sei così piccolo ma così determinato, sai già contare fino a 25, parli meglio di tanti adulti, sai già che da grande giocherai a pallone e cucinerai, si lo so sono una mamma rimbambita dal figlio maschio! 
Ma che ci posso fare? Ci hai rubato il cuore, ci fai ridere e ci fai urlare, ami senza riserve..sei una parte di noi e ogni giorno ci rendiamo conto che senza di te la nostra famiglia non sarebbe la stessa.
Grazie per esserci, per essere come sei e per insegnarci ogni giorno che un sorriso vale più di mille parole.

Mamma, Papà e Principessa



giovedì 2 luglio 2015

The Wedding Day

Non sono mai stata una di quelle bambine che fin da piccole sognavano il giorno del loro matrimonio. Preferivo la mia bicicletta rossa al cavallo del principe azzurro.
Sono sempre stata molto aperta su questo tema, caldeggio la convivenza, consiglio di conoscersi più che bene prima di fare un passo così importante.
Sono convinta che due persone non devono stare insieme perché sono sposate ma solo perché si amano e vogliono costruire un futuro, quindi per me non è fondamentale che si sposino.
Non è un anello che fa la differenza.
Poi ho incontrato Lui.
Non abbiamo avuto un inizio facile, ne una vita facile però l’abbiamo costruita poco alla volta, abbiamo creato una famiglia, la nostra famiglia. 
E quando ormai sembrava una cosa che non avremmo mai fatto, e tutti davano per scontato che saremmo rimasti per sempre solo una coppia, Lui mi ha chiesto di sposarlo, senza frasi romantiche o scene epiche, una richiesta seria e concreta: “inizia a organizzare il matrimonio (punto)” più concreto di così…
In quelle poche parole però si racchiudeva un desiderio che covava da tempo, ma che mai prima aveva iniziato a prendere forma.
È stato semplice, naturale, in sei mesi abbiamo organizzato tutto e ogni tanto ci chiedevamo se avevamo dimenticato qualcosa perché sembrava tutto troppo semplice e facile. Non abbiamo girato per ristoranti, negozi di vestiti, bomboniere..ecc.. Abbiamo visto un ristorante, ci è piaciuto talmente tanto che lo abbiamo scelto subito e così è stato anche per le scarpe e i vestiti. E per le bomboniere e tutto il resto abbiamo fatto tutto da soli e con una grande dose di pazienza e amore!!! 
Insomma quello che non avevo mai sognato è stato uno dei giorni più belli della mia vita (gli altri due sono i giorni in cui sono nati i nanetti!!!)
È stata una festa bellissima, dove abbiamo sentito da vicino l’affetto vero di amici e parenti. 
Si respirava amore e questo ha reso tutto indimenticabile.
Abbiamo ricevuto baci e abbracci sinceri così belli che li vorrei ricevere tutti i giorni. Abbiamo ballato, cantato e ci siamo resi conto che gli affetti, quelli veri, non muoiono mai, rimangono li in attesa, per accompagnarci nei momenti più importanti della nostra vita.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, ma soprattutto grazie a Te…





mercoledì 17 giugno 2015

Dell'amore e di whatsapp

Vi è mai capitato di riflettere sulle relazioni che nascono oggi e metterle a confronto con quelle nate anni e anni fa? Lo so è un ragionamento da anziani, ma considerato che da qualche tempo hanno iniziato a darmi del Lei posso permettermi di farlo.
I miei genitori sono sposati da 43 anni..praticamente una vita, anche di più e ancora, tra le mille discussioni, non possono stare lontano una dall'altro, si salutano sempre con il bacino, fanno gite al mare da soli la domenica e soprattutto si parlano. Altri amici, stanno insieme da poco più che adolescenti e lei guarda lui con gli stessi occhi di tanti anni fa.
Li guardo e penso che voglio diventare come loro. Li ammiro per la forza che hanno avuto nel resistere alle difficoltà e nella capacità con cui le hanno superate insieme.
Poi mi fermo a guardare le coppie più giovani, quelle che non hanno superato il decennio di rapporto, e sembra che tutto sia diverso, sembra che quello che si pensava fosse amore sia facilmente in grado di essere abbattuto da un contatto su facebook o da qualche whatsapp di troppo.
Non si pensa all'altra persona ma solo al proprio interesse, a quello che in quel momento fa star bene. Non si pensa a coltivare e a far crescere qualcosa di buono ma solo a mangiare quei piccoli frutti che sono già sui rami, senza aspettare o senza considerare che con la pazienza a la buona volontà cresceranno frutti più buoni e succosi di quelli appena raccolti.
A volte si fa fatica a parlare, confrontarsi e anche a litigare. Si preferisce mettere la polvere sotto il tappeto senza rendersi conto che prima o poi non potrai più nasconderla.
Mi sono sentita spesso diversa da altre amiche perchè io e Lui discutiamo sempre, a volte in modo abbastanza "appariscente" ma con il passare degli anni mi rendo conto che forse discutere fa bene. 
Scaricare le tensioni, le arrabbiature, quello che in certi momenti ti fa venire il nervoso fa bene e deve essere fatto! Certo...io parlo dal basso della mia esperienza ma guardo gli altri e cerco di prendere il buono di quello che mi possono insegnare. 
Cerco di circondarmi di persone che si amano perchè l'amore va messo in circolo, va annusato, toccato, vissuto, solo così ci si renderà conto di non poterne fare a meno.




venerdì 10 aprile 2015

Riflessioni del venerdì

La dote del saper ascoltare e tanto rara nelle persone.
Tu parli dei tuoi problemi e loro dopo pochi minuti che ti ascoltano ti dicono “ma lo sai che anche a me successo? Ma lo sai invece cosa mi ha detto quello?” e così inevitabilmente riportano la conversazione su se stessi lasciando poco spazio al tuo bisogno di sfogarti.
Avrei tanto bisogno di sfogarmi in questo periodo storico della mia vita dove tutto è così o bianco o nero. Felicità e progetti vs. tristezza e autodistruzione.
Un periodo in cui tutto dovrebbe essere a mille mi ritrovo a trascinarmi mentalmente e fisicamente da una parte all’altra delle mie giornate senza poi concludere nulla di buono.
Mi trovo a rimandare tutto e a poi essere sopraffatta dagli impegni.
Non ho lo stimolo per cucinare, per scrivere, per fare tutte quelle cose che vorrei fare ma che stanno li nei cassettini della mia testa. Grandi cose e idee che rimangono li latenti sempre convinta che altri le sappiano fare meglio.
Mi rendo conto anche nella mia postura che anziché essere rilassata e aperta è contratta e chiusa a riccio per difendermi dagli attacchi esterni.
Mi lamento sempre di tutto e tutti, sono diventata polemica e anche un po’ acidella, nervosa se in ufficio viene detta una cosa al posto di un’altra.
Cerco negli occhi e nel profumo dei bimbi la serenità e la trovo, la notte quando si infilano nel lettone e li abbraccio e li bacio e mi aggrappo ai loro piedini.
Tutta la giornata dovrebbe passare così abbracciando e baciando le persone che ami perché solo un’ora di distanza è troppa.
Perché la paura di perderli è forte ma la montagna che bisogna scalare per evitare di perderli è talmente alta che ti scoraggi solo a vederla, allora stai ferma li al campo base pensando ad una strada alternativa o pensando che prima o poi la montagna si sgretolerà e la strada si appianerà ma forse quel giorno è troppo lontano e senza rendertene conto tutto ti sfugge dalle mani e tu stai li a guardare la sabbia che anziché diventare un castello vola via nel vento.
Capisco che uno dei miei difetti principale è il sapermi lamentare, lo so fare benissimo, anche quando corro..mi lamento che sono stanca, che mi fanno male le gambe del caldo/freddo/afa/vento poi vado avanti e tra un lamento e l’altro qualche km lo macino ancora. A volte vorrei riuscire a correre così veloce da spazzare via i pensieri, le malinconie, come quando da bambina correvo a capofitto giu dalla collina e nella pancia le risate per il vento sulla faccia e nella testa la paura di cadere nell’erba.
Perché quando cresciamo dimentichiamo di assaporare queste sensazioni e ci facciamo prendere solo dall’idea di cadere e così rinunciamo a correre?
Forse bisognerebbe non crescere mai.


ndr: questo post è stato scritto di getto, nessuna tastiera è stata maltrattata ma forse la grammatica ne ha un po' risentito





giovedì 19 marzo 2015

Un amore di papà

Lui gli ha insegnato a giocare a wrestling nel lettone, con lui hanno imparato a fare il panino umano (un super abbraccio composto da papà + bimbo + bimba + mamma).
Con Lui guardano film da grandi e fanno tardi il sabato sera. 
Lui sa già che pedinerà la principessa quando uscirà da sola.
Lui ha già insegnato al rugbista che chi fa male alla sorella merita qualche sberla. 
Lui sa sgridare ma sa anche abbracciare e coccolare e come sa leggere le favole lui..nessuno mai.
Lui, che quando entra in casa, a fine giornata sono urla di gioia e corse a chi lo abbraccia primo.
Lui è la prima persona che cercano quando aprono gli occhi.
Lui era un ragazzo, ora è un uomo e un padre, un ottimo il padre, il migliore che i nostri bimbi potessero sognare.
Auguri papà Checco..