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martedì 8 marzo 2016

Siamo così...dolcemente complicate...

Non mi piacciono le mimose, non mi piacciono gli spogliarelli, non mi piace che quella dell’8 marzo sia l’unica sera in cui le donne possono divertirsi con le amiche senza essere giudicate.
Non mi piace tutta l’ipocrisia che gira intorno a questa festa, si certo..regali una mimosa ma ti comporti bene il resto dell’anno con le donne che incontri?

Festeggiare una donna non è solo farle gli auguri, regalarle una mimosa, portarla fuori a cena.
Festeggiare una donna significa averne rispetto, amarla come merita di essere amata.
Festeggiare una donna significa ricordarsi ogni giorno di quanto è importante, di quanto tutto sarebbe diverso senza di lei.

A voi uomini: ricordatevi che essere maschilisti fai di voi delle persone veramente piccole e inutili, con la vostra mamma siete maschilisti? Ricordatevi che voi siete usciti da li e che anche lei è una donna.

A noi donne: ricordiamoci di quanto siamo forti e di quanto è bello aiutarci ed essere complici tra di noi. Non mettiamoci i bastoni fra le ruote. 
Insegniamo alle nostre figlie il valore dell’amicizia, del sostegno e della collaborazione tra noi, forse una domani potrebbero trovarsi a lavorare nello stesso ufficio.

Auguri a tutte le donne, anche a quelle che non hanno trovato una persona degna di stare al loro fianco, a quelle per cui si sta cercando ancora la persona che gli ha tolto la vita, a quelle che dedicano il loro tempo alle persone meno fortunate, a quelle che si dimenticano di festeggiare l’8 marzo.


mercoledì 4 novembre 2015

Chi si somiglia si piglia

A volte guardo mia figlia e, per quanto sia fisicamente uguale a Lui, mi rendo conto di quanto mi assomigli caratterialmente. 
Domenica siamo andate ad una festa di compleanno, la prima da quando è iniziata la scuola e ho notato in lei le stesse espressioni e gli stessi stati d'animo che per anni ho sentito miei.
Da quando è nata l'abbiamo abituata a stare in mezzo alla gente, a contatto con altri bambini a condividere giochi ed emozioni.
Eppure lei vive i rapporti in modo selettivo. Se la bimba X è la sua migliore amica è così e basta. 
Se lei e la bambina X si trovano a giocare con altre bambine e quindi le dosi di attenzioni dell'amichetta non sono completamente destinate a lei, le si dipinge sul volto quell'espressione che troppo mi somiglia, quell'espressione di una bimba che sente di non avere più la priorità ma che sta spiegando a se stessa che se la sua amica sta giocando con altre bimbe le vuole bene lo stesso e comunque.
Trovarsi in quella situazione e vederla li, bloccata e intimidita fa sentire così impotenti e così arrabbiate.
Come fare a farle capire che è normale, che purtroppo l'amicizia non è qualcosa di esclusivo. 
Come fare per evitarle le delusioni che arriveranno, quando l'amica con cui ha passato ore al telefono, per la quale ha combattuto contro tutto e tutti per difendere l'amicizia che le legava, per la quale ha detto le prime bugie alla mamma e papà, come fare a farle capire che tutto quello che lei credeva non sarebbe finito mai prima o poi finirà?
O semplicemente non bisogna fare nulla e lasciarle fare le sue esperienze, farle prendere le sue fregature, le sue delusioni e far si che si faccia la sua corazza??
Io, alla mia età, la corazza ancora non me la sono fatta a e soffro ancora per le amicizie finite e per quelle che credevo tali.
Fortunatamente nella vita tante amicizie finiscono, tante nascono e altrettante non muoiono mai.
Forse bisogna solo essere aperti e sorridere alla vita, solo così le delusioni che arriveranno (perché arrivano sempre) non ci scalfiranno e saranno solo un pezzettino da aggiungere alla nostra storia.

domenica 24 maggio 2015

Dolci merende

Per la serie chi non muore si rivede..sono viva e vegeta!!! ho avuto un po' di casini e poca voglia di scrivere e di dedicarmi alla cucina, ma come si diceva..? i veri amori non muoiono mai? e allora eccomi qua!
Torno a gamba tesa con una ricettina facilissima e stravista ma è dedicata a una mia amica carissima che vorrebbe iniziare a viziare il suo bimbo con torte fatte in casa. 
Lei era la mia compagna di banco alle superiori, l'amica con cui ho fatto le prime vacanze da sola, in un posto tristissimo ma che a noi sembrava la Miami di "noantri".
Ora è mamma di due bellissimi cuccioli ed è diventata una bellissima donna!

Ecco allora la ricetta del Banana Bread.
In Inghilterra lo mangiano a colazione, leggermente scaldato, con un velo di marmellata..qui da noi lo mangiamo a tutte le ore. Perché è buono, morbido e visto che è a base di frutta ci fa sentire meno in colpa!

450 gr. di banane mature (circa 3 banane di quelle nere nere quasi da buttare via)
2 uova
120 gr. di burro
120 gr. di zucchero di canna
200 gr. di farina
1 bustina di lievito (oppure 6 gr. di lievito + 3 gr. di bicarbonato)
1 pizzico di sale
cannella (a piacere)
gocce di cioccolato a volontà

Schiacciare (o frullare) le banane fino a ridurle in purea. A parte sbattere il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungere le 2 uova, le banane, il lievito e la farina.
Continuare a mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso.
Versare in uno stampo da plumcake e cuocere a 180° per circa 60 minuti.






mercoledì 12 novembre 2014

Le principesse sono tatuate

Ho un'amica speciale, un'amica che conosco da quindici anni, con la quale ho condiviso serate, concerti, vacanze, il periodo della maternità e quello delicatissimo che ne è seguito, lunghi discorsi via mail e valanghe di whatsapp! Con lei mi sono confidata come solo tra amiche e con lei ho litigato perchè piangeva troppo su qualcuno che non la meritava.
E' una persona speciale, anche se non sempre se ne rende conto, sensibile e pronta verso gli altri. Una ragazza che con il tempo è diventata donna ma che come me rimane sempre una ragazza ed è per quello forse che quando siamo insieme ridiamo come le pazze, anche se a volte da ridere c'è veramente poco...
E poi, cosa non da poco, è moooolto fotogenica ed è un piacere farle le foto.
Così, quando qualche sera fa mi ha chiesto se le facevo una foto al nuovo tatuaggio mi sono emozionata. Un conto è scattare foto a random (prima o poi qualcuna bella viene) un altro conto è fare una foto su richiesta, si creano delle aspettative e non puoi mancarle. 
Ci è andata bene, tra tutte quelle che abbiamo scattato (comprese quelle mosse perchè mi tremava la mano) una bella è venuta e mi piace da impazzire, perchè in una semplice immagine c'è lei in tutta la sua essenza.



Grazie B.!

venerdì 5 settembre 2014

Carramba...che sorpresa!!!

Sono passati due anni, era settembre ed era il primo giorno di asilo. I nuovi iscritti entravano un pochino dopo rispetto ai bimbi più grandi. Li chiamavano giorni di inserimento, ma in realtà le mamme furono messe velocemente alla porta.."i bimbi si abituano ed integrano prima se non ci sono le mamme a fare le chiocce" dissero le maestre. Ok..pensai "magari vado al bar a fare colazione così rimango nei paraggi.." ma poi guardandomi intorno mi resi conto di essere di troppo, mi resi conto che la principessa aveva già in mano foglio e pennarelli e stava vicino ad un altra bimba bionda. 
Quella bimba sarebbe diventata la sua migliore amica. 
Un'amicizia talmente esclusiva che più volte la maestra si trovò a rimproverarle perché stando sempre insieme finivano per escludere (ed escludersi) anche da altri giochi e dalla compagnia degli altri amichetti. L'amicizia andò avanti, tra alti e bassi, a turni tornavano a casa piangendo perché avevano litigato o perché una aveva detto all'altra che non erano più amiche..classici problemi da donne...

Poi all'inizio del nuovo anno, mentre sistemavano giacche e zainetti nell'armadietto il discorso si fece serio all'improvviso "sai..vado in America" "America?? è vicino? come ci vai? perché?" e senza aspettare risposta corsero a giocare.

Nel giro di qualche mese l'armadietto si svuotò, tutte le mattine passando davanti a casa sua cercavamo di capire se si era svegliata o meno, niente da fare..era partita davvero. è incredibile come i bambini siano veloci a dirsi addio: un ciao, un bacino, uno sventolio della manina e via l'oceano a separare due bimbe. Per mesi ho risposto a domande circa la distanza che separa l'Italia dall'America, circa l'aereo, e discutendo e ipotizzando ritorni. La stessa cosa dall'altra parte del mare anche li una piccolina si ricordava della sua michetta e ogni tanto tra le mamme partivano foto e messaggi di aggiornamento via whatsup.

Fino a che l'altro giorno una bellissima sorpresa, un messaggino che diceva "siamo tornati per qualche giorno, ci vediamo?". La principessa, nemmeno a dirlo era su di giri..la mattina alle 6.30 era già sveglia aspettando con ansia l'ora della merenda in cui sarebbe andata a casa dell'amica.

Non so definire il momento in cui si sono riviste, è stato un abbraccio lunghissimo e di quelli stritolanti e poi labbra strette dall'emozione e occhi scintillanti si sono messe a giocare, come se avessero smesso il giorno prima.

è stato bello vedere tanta semplicità d'animo e di sentimenti, credo che i bimbi siano un grande esempio per i grandi e che a volte bisognerebbe avere la capacità di imparare da loro a cogliere solo il bello delle cose e a godersi il momento, senza pensare a quello che è stato e a quello che sarà.

martedì 1 luglio 2014

[cit.] Le persone vere non cambiano

Ci sono persone che le rivedi dopo quindici anni e ti sembra di averle salutate il giorno prima.
Ieri per festeggiare la nuova vita di una cara amica (ed ex collega) che parte per un’altra città ci siamo ritrovate a mangiare una pizza. Noi le Pinazze (dette anche le Socie) del reparto uomo, di quando lavoravamo ancora in negozio, fianco a fianco 10 ore al giorno e non contente per “svagarci” facevamo le 5 del mattino..praticamente in quegli anni vedevo più loro dei miei genitori.

La cosa fantastica è che le sensazioni nell’averle a fianco sono rimaste immutate, la spontaneità delle risate e la sincerità delle chiacchiere sono difficili da descrivere.

Sono sempre loro, in ordine alfabetico:

La socia 1: Lei è femmina con la F maiuscola, credo di non averla mai vista con un paio di scarpe da tennis, si ritocca il rossetto prima di farsi le foto e non ha mai un capello fuori posto. Ha la forza e la determinazione delle donne del Sud e lo senti anche quando ti abbraccia..sembra quasi che ti stritola, ma lo fa sempre con molta classe. 

La socia 2: è la grinta fatta a persona, uno scricciolino tutto muscoli ed energia. Sotto tutta questa energia nasconde un cuore grande e una fragilità che fa di lei una persona speciale. Poi se ha resistito a lavorare con noi e soprattutto ad essere il nostro capo qualcosa vorrà dire.

La socia 3: una massa di capelli e sorrisi. La persona più trasparente che ho conosciuto. E' solare, sincera e mezza matta. Con lei ne ho combinate di tutti i colori. E la cosa preoccupante è che rifarei tutto quello che abbiamo fatto.

Sono felice di averle conosciute e di non averle perse. Perché, si sa, la vita ci fa conoscere tante persone, ma quelle davvero importanti rimangono sempre nel cuore e nella mente.

io e socia 3 che dormiamo in spiaggia a Cesenatico (anno 1999)

lunedì 9 giugno 2014

..che il cielo è leggero però non è vuoto..

Milano, estate, sabato sera, scooter, noi..gli ingredienti perfetti per una serata bellissima..ah e poi è vero c'era Ligabue e San Siro...BELLISSIMISSIMO!!!!
Abbiamo saltato, ballato, cantato e ci sono venuti lacrimoni e pelle d'oca.
E poi San Siro pieno di gente è sempre uno spettacolo.
La cosa fantastica dei concerti è che c'è qualcosa di fondo che unisce tutti, da quelli inchiodati al seggiolino, a quelle che finito il concerto sono più stanche che dopo una sessione di palestra e non hanno più voce..(tipo la sottoscritta..). E quel filo che unisce lo avverti. Nessuno ha voglia di discutere, litigare, fare polemiche. Aspetti 3 ore su un seggiolino di dimensioni ridotte con le ginocchia in bocca ma poi quando le luci si spengono e inizia la musica non ci pensi più e canti e balli e ci rimani pure male quando finisce ed è ora di tornare a casa. 
Grazie Liga. e grazie alla fantastica compagnia che ha reso tutto ancora più bello!



Ps: leggete anche Patalice!!! mitica!!

giovedì 24 aprile 2014

Gente della notte

Come si dice? a volte ritornano..ed infatti eccomi qui, è un po tardi, ma mi piace questo momento della sera, quando tutti dormono e tutto è silenzioso.
Finalmente Pasqua è finita! non prendetemi per blasfema ma io adoro il Natale, tutte le altre feste non mi convincono molto..c'è di buono che ora disponiamo di circa un chilo di cioccolato da destinare ai nostri pancini (anche se non ne avevano proprio bisogno..).
Comunque queste giornate sono state belle impegnative, ho fatto davvero tantissime cose tra cui festeggiare il mio compleanno 3 volte (con famiglia, con famiglia+sorella, con amici), montare mobili ikea con il mio adorato papino, cucinare cucinare cucinare!
Però è stato bellissimo, vivevo in uno stato di relax totale, nemmeno fossi appena uscita da un centro benessere o da una lezione di yoga.
In tutto questo la cosa però più emozionante è che la piccola Viola (la cuginetta più piccola) ha iniziato a camminare..proprio in casa nostra tra lacrime e starnazzamenti di noi cugine/amiche. 
Tra un paio di giorni sarà ancora vacanza e domenica ci aspetta il primo saggio della ballerina..sono già emozionata..forse più io di lei.


mercoledì 12 febbraio 2014

E cheesecake sia!

Questo week end è stato un week end di chiacchiere e cucina.
è venuta a trovarmi una mia cara e dolcissima amica e come prima cosa ho pensato "che dolce posso farle?" (..tralasciando che poi avrei dovuto pensare a cosa cucinare di serio).
e allora sabato sera, dopo che i bimbi erano a letto mi sono messa all'opera per preparare una cheese cake.
Quando non c'erano i pupi in mezzo ai piedi nelle nostre domeniche di chiacchiere andavamo spesso da California Bakery o da Di viole di liquirizia e ordinavamo una fetta di questa torta da dividere in due (per sentirci meno in colpa).
Ovvio che la mia non è buona quanto la loro..ma si fa quel che si può..

200 g di biscotti
150 g di burro
250 g di Philadelphia 
250 g di mascarpone
200 g di ricotta
100 g zucchero
2 uova intere
1 tuorlo d’uovo
succo di mezzo limone

per la decorazione
200 g di fragole
100 g di frutti di bosco
1 cucchiaio di zucchero a velo

Sciogliere il burro a fuoco basso e frullare i biscotti
Aggiungere i biscotti al burro fuso mescolando bene, poi stendere il composto di biscotti in una teglia rivestita da carta forno e schiacciare bene con un cucchiaio per compattare la base.
Mettere in frigorifero per 30 minuti.
Nel frattempo versare in una ciotola le uova, lo zucchero e il succo di limone, sbattendo il tutto.
Unire sempre sbattendo tutti i formaggi facendo attenzione a non formare grumi.
Versare il composto sul fondo di biscotti e cuocere per un'ora a 180 °C.
Quando la torta sarà fredda preparate la salsa tagliando la frutta a pezzetti e mettetela in una padella a fuoco basso insieme allo zucchero a velo per farla ammorbidire.
Versare la salsa di frutti di bosco sulla torta e lasciare in frigorifero per almeno 4 ore.

Di solito uso i biscotti Saiwa o i Digestive, questa volta avevo dei Pan di Stelle avanzati e li ho usati per fare la variante con base al cioccolato. Buonissima!